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Dopo averlo giocato e analizzato siamo pronti a tirare le somme di Mafia: La Terra Madre in questa nostra recensione. Pro, contro e tutto ciò che c’è da sapere
La saga di Mafia è diventata, nel corso del tempo, culto per tutti i videogiocatori. I suoi storici primi due capitoli hanno dato, poi, il là per un terzo titolo. Dopo riedizioni e rifacimenti, siamo finalmente arrivati ad un nuovo titolo che, però, questa volta ha come obiettivo quello di raccontare le origini di Cosanostra. Mafia: La Terra Madre riesce a catapultare il giocatore nella Sicilia dei primi anni del ‘900 e lo fa con una serie di scelte stilistiche (e non solo) di assoluta qualità pur non esentando da qualche difetto, andiamo a scoprire tutto in questa recensione.
Una narrazione cinematografica | Recensione Mafia: La Terra Madre
In questo primo paragrafo di questa nostra recensione di Mafia: La Terra Madre andiamo ad analizzare la gestione della narrazione di questo titolo. Lo diciamo fin da subito, essendo questo un gioco decisamente story-driven non andremo troppo in profondità nell’analisi della trama ma ci limiteremo a presentarla tramite una sorta di sinossi per poi procedere con una disamina della narrazione stessa. Il nostro protagonista sarà Enzo che dopo una serie di vicissitudini iniziali arriverà alla “corte” di una famiglia mafiosa locale, il cui “Padrino” è Don Torrisi.
Da lì inizierà la nostra scalata verso i vertici del clan (o della famiglia). Una scalata che sarà influenzata da una serie di episodi ed eventi tra cui una storia d’amore con la figlia del capo, Isabella Torrisi. La scrittura generale della storia è di primissima fattura, le cut-scene rasentano l’eccellenza e si avvicinano ad una vera e propria gestione cinematografica dell’intero comparto narrativo, elemento che non è mai mancato all’interno della serie. Un punto a favore è dettato anche dalla fedeltà di ciò che vediamo che in tutto e per tutto riesce a calare il giocatore in quel preciso contesto storico, sociale e geografico.
Usato sicuro | Recensione Mafia: La Terra Madre
Dal punto di vista del gameplay, Mafia: La Terra Madre è un titolo che non rischia nulla e va su un “usato sicuro“. Che cosa intendiamo? Intendiamo dire che ogni meccanica che ritroveremo all’interno del titolo è derivativa da una lunga serie di titoli simili, action in terza persona. Questo non è per forza un demerito, l’intento, probabilmente, era quello di costruire un gioco con una narrazione forte e una struttura di gameplay solida.
Ogni situazione potrà essere affrontata in maniera stealth, quindi con le classiche meccaniche in cui l’essere furtivi farà la differenza aggirando i vari nemici che incontreremo nel nostro cammino o in maniera più frenetica, e dunque sfruttando il buon arsenale di armi che avremo a disposizione durante l’avventura: pistole, fucili dalla lunga distanza, fucili a pompa ecc… Spesso ci imbatteremo nei duelli. Si tratta di scontri 1vs1 in cui dovremo sconfiggere il nostro avversario a suon di coltellate. Quest’ultimi si ripeteranno fin troppo spesso nel corso dell’esperienza e alla lunga potrebbero risultare un po’ ripetitivi e ridondanti.
Open World… | Recensione Mafia: La Terra Madre
Sì, Mafia: La Terra Madre è un open world; nonostante si tratti di un gioco dalla durata abbastanza contenuta (12-15 ore) e nonostante si tratti di un titoli che anche se fosse stato “su binari” avrebbe reso comunque in maniera ottimale. Il mondo di Mafia: La Terra Madre è ovviamente un mondo rurale all’interno del quale è possibile visitare alcuni paesini della Sicilia novecentesca.
Per farlo avremo a disposizione delle auto d’epoca o dei cavalli. Come ogni Mafia che si rispetti la guida è un elemento centrale, da buon free roaming consumare l’asfalto sarà una delle attività più frequenti in cui ci imbatteremo. Guidare le auto d’epoca, però, non sarà semplicissimo: esse infatti risentono un po’ di una certa “scivolosità” nei comandi il che, secondo noi, rappresenta un ulteriore elemento di fedeltà con il contesto storico. Un contesto che, inoltre, risente in maniera molto positiva della cura nella realizzazione degli ambienti, sia esterni che interni.
Tecnicamente… e non solo | Recensione Mafia: La Terra Madre
Come suggerisce il titolo di questo paragrafo della nostra recensione, è arrivato il momento di analizzare il comparto tecnico di Mafia: La Terra Madre ma, sempre all’interno di questo paragrafo andremo ad effettuare una digressione molto significativa per quanto riguarda l’intero ecosistema del gioco. Di base, Mafia: La Terra Madre è un titolo che offre un buon colpo d’occhio dal punto di vista tecnico.
I modelli dei personaggi sono ben realizzati e graficamente parlando il titolo è più che sufficiente. Più che sufficiente, però, non basta per raggiungere le vette di questa generazione, infatti è presente qualche sporcatura generale che non riesce a farlo collocare nelle migliori esperienze visive dell’anno e degli ultimi anni. Inoltre a rendere questo elemento ancor meno di rilievo è la presenza di qualche animazione poco convincente e a tratti legnosa. Ben lontani della generazione attuale sono, inoltre, i tempi di caricamento, decisamente troppo lunghi. Così come, a non essere pienamente convincente, è l’intelligenza artificiale dei nemici che risultano essere forse fin troppo facilmente aggirabili. Per quanto riguarda il comparto audio, invece, lì sì che ci avviciniamo ai massimi risultati possibili: la colonna sonora è pregevole così come, ad esserlo, è il doppiaggio.
Ed è qui che apriamo una piccola digressione, Mafia: La Terra Madre non presenta un’impostazione di doppiaggio in italiano ma esclusivamente in dialetto siciliano. Riteniamo che godersi l’esperienza con questo doppiaggio sia, oltre che doveroso, la migliore soluzione possibile. In questo modo sarà ancor più forte il senso di immersione in un contesto in cui anche la lingua parlata fa la differenza. Molti termini, infatti, non sono stati tradotti nemmeno nei sottotitoli e questo comunica un certo tipo di attenzione all’autenticità del titolo e della storia a cui stiamo assitendo.
Tiriamo le somme!
Siamo arrivati, dunque, alle battute finali di questa nostra recensione di Mafia: La Terra Madre. Si tratta di un ritorno di una serie che in apertura abbiamo definito “culto” e manteniamo questa stessa definizione anche in chiusura. Il titolo è molto godibile: la trama si lascia seguire con piacere e riserva colpi di scena e cut-scene davvero interessanti sia nella realizzazione sia nella scrittura; il gameplay è molto derivativo ma comunque godibile seppur con qualche sporcatura dettata da una gestione non sempre ottimale delle animazioni e del comparto tecnico.
A fare la differenza, però, è il sonoro: il doppiaggio in siciliano rappresenta un plus che offre autenticità all’intera opera. In questo caso, inoltre, va citato un ulteriore elemento: questo è un gioco che viene venduto a circa 50€, un prezzo ben lontano dalle cifre a cui siamo abituati oggi. Questo perché, comunque, si tratta di un’esperienza contenuta in termini di longevità (e forse di budget?) ma che ben rispecchia la fattura genera del titolo e proprio per questo ci sentiamo di consigliarlo per chi cerca un’avventura immersiva, non eccessivamente lunga e/o impegnativa ma comunque molto godibile.
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Punti a favore
- Narrazione cinematografica
- Il doppiaggio in siciliano è un plus all'intera opera
- Ambientazioni molto fedeli
- Gameplay solido...
- Buon colpo d'occhio...
Punti a sfavore
- ...ma molto derivativo
- ...ma non di prima fascia soprattutto nelle animazioni
- Tempi di caricamento troppo lunghi
- Qualche meccanica ripetitiva









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