In questa recensione vi parleremo di Deck of Ashes, un interessante ibrido fra un Deckbuilder e un GDR
Deck of Ashes è un card game GDR con qualche elemento roguelite sviluppato dalla software house indie AY Games. I giochi di carte fanno parte di una nicchia abbastanza ristretta e per questo motivo i fan di questo genere sono sempre alla ricerca di un buon titolo con cui divertirsi. Se Deck of Ashes ha stimolato la vostra curiosità e volete saperne di più, allora la nostra recensione è quello che fa per voi.
La maledizione della cenere
A differenza di molti altri giochi di questo genere, Deck of Ashes offre una trama lineare. Il titolo è ambientato all’interno di un mondo fantasy su cui si è abbattuta la Ash Curse, una terribile calamità che sta corrompendo ogni cosa. Questa maledizione è stata causata dalle azioni degli Outcasts, 4 spietati fuorilegge che hanno cercato di ottenere il potere della Dea della morte senza successo e che ora sono afflitti da terribili sofferenze. Guidati da un misterioso individuo chiamato Ash Master, questi antieroi intraprenderanno nuovamente un viaggio verso il regno della morte per cercare un modo per spezzare la maledizione.
La trama è un elemento molto secondario in questo tipo di giochi e anche quella di Deck of Ashes non è particolarmente brillante, ma complessivamente è piuttosto piacevole. In particolare la storia dei protagonisti è davvero molto interessante e giocandoli potrete saperne di più sul loro passato. Inoltre, dopo che avrete completato la storia principale con ogni PG, potrete giocare un ulteriore capitolo di epilogo davvero molto bello e divertente.
Le regole del gioco – Recensione Deck of Ashes
Il gameplay di Deck of Ashes è molto simile a quello di tanti altri giochi di questo genere, ma con alcune interessanti differenze. Il combattimento si svolge a turni e ogni volta che toccherà a voi potrete giocare carte fino a quanto non avrete terminato il mana a disposizione. Durante il vostro turno potrete decidere cosa fare con la massima calma e avrete anche la possibilità di osservare in anticipo le mosse dei nemici, così da essere pronti a tutto.
Complessivamente potete avere in mano fino a 10 carte alla volta, ma potrete pescare solamente se ne avete meno di 6 o se utilizzate qualche effetto particolare. Per fortuna però, in caso non abbiate una mano favorevole, alla fine di ogni turno potrete decidere di mettere in fondo al mazzo fino a tre carte per poi pescare nuovamente.
Passiamo ora alla meccanica più particolare del gioco: il Deck of Ash. Ogni volta che giocherete una carta questa verrà spedita nel Deck of Ash, una sorta di pila degli scarti. Una volta finite in questo mazzo le carte non possono più essere pescate e l’unico modo per recuperarle è usare un Ash Pact. L’Ash Pact è una particolare carta che vi verrà donata ogni volta che il vostro deck si svuoterà e vi permetterà di rigenerare alcune carte al costo di una grossa fetta dei vostri HP.
Questa meccanica vi spingerà a pensare a lungo prima di giocare una carta e apre la strada a diversi stili di gioco. Alcuni giocatori potrebbero decidere di creare un mazzo particolarmente grande, così da non dover utilizzare spesso l’Ash Pact, altri invece potrebbero puntare molto sulle cure e creare una strategia intorno all’utilizzo frequente del patto. L’unica pecca è che la meccanica risulta estremamente punitiva nelle prime fasi di gioco e rischia di scoraggiare i neofiti.
Tanta varietà – Recensione Deck of Ashes
Un elemento fondamentale nei giochi di carte è la varietà e Deck of Ashes ne ha davvero da vendere. In totale il gioco offre 4 personaggi giocabili e ognuno di loro possiede un proprio set di carte davvero enorme. Inoltre ogni volta che finirete una partita accumulerete delle monete che potranno essere impiegate per sbloccarne di nuove. Un gran numero di carte differenti è fondamentale per creare dei mazzi molto vari, ma questa non è l’unica differenza che c’è fra un protagonista e l’altro.
Fatta eccezione per la maga Lucia, che è il personaggio più classico, tutti gli altri antieroi avranno delle proprie meccaniche uniche. L’assassino Sly è in grado di percepire le voci dei morti ottenendo malus o bonus, il guerriero Buck combatte al fianco di una temibile bestia magica che diventa più forte man mano che la sua rabbia aumenta e infine il giullare Magnus è in grado di cambiare forma ogni tre turni. Queste feature uniche si rispecchiano anche negli effetti delle carte e rendono l’esperienza con ogni personaggio sempre fresca e nuova.
Oltretutto anche i nemici sono molto diversi e non solo per quanto riguarda l’aspetto esteriore. Moltissimi boss sfruttano delle meccaniche uniche e anche qualche nemico comune sarà in grado di utilizzare delle abilità piuttosto originali.
In viaggio verso il regno dei morti – Recensione Deck of Ashes
Nonostante abbia qualche elemento da roguelite, la modalità principale di questo titolo è una sorta di campagna molto lineare. Per completare questa modalità dovrete superare tre aree differenti scelte casualmente da una piccola pool. Queste zone diventeranno sempre più grandi e pericolose man mano che avanzate nella campagna, ma per quanto riguarda la struttura resteranno sempre identiche. La differenza principale fra un area e l’altra è data dai nemici che la abitano, ad esempio il villaggio dei pescatori avrà molte zone costiere con mostri marini e un Leviatano come boss.
All’inizio di ogni livello partirete sempre nel vostro accampamento, un luogo sicuro situato al centro della mappa dove potrete curarvi, potenziarvi, ripristinare le carte sprecate, ecc. Per muovervi fuori da questo luogo, dovrete selezionare dalla mappa la casella su cui volete spostarvi. A seconda del segnalino, un punto potrà avere un combattimento, un tesoro, un dungeon, un evento, oppure delle reliquie. Le reliquie in particolare sono molto importanti, dato che dopo che le avrete estratte potrete utilizzarle per potenziare le strutture dell’accampamento, permettendovi ad esempio di utilizzare alcune funzioni utilissime come il rinnovo delle carte del Deck of Ash in maniera più efficace fuori dal campo.
Per completare un livello non sarete costretti ad esplorare tutto, ma vi basterà aspettare che il boss venga a combattervi. Qualsiasi azione compirete all’interno della mappa farà passare un’ora di gioco e dopo un tot di tempo il boss vi attaccherà. Il vostro obiettivo è quello di esplorare la zona e raccogliere risorse per potenziarvi, in modo da essere pronti alla bossfight. Questa meccanica è molto carina ma col tempo rischia di diventare un po’ noiosa, dato che se sarete abbastanza bravi potreste voler combattere subito con il capo dell’area, e per farlo sarete costretti a girare a vuoto fino allo scadere del tempo.
Un serio problema di interfaccia – Recensione Deck of Ashes
In un titolo di questo tipo la chiarezza è molto importante e da questo punto di vista Deck of Ashes è estremamente carente. Ad esempio, durante i combattimenti controllando le carte di un mazzo queste verranno mostrate come una caotica lista di nomi affiancati da immagini piccolissime. Oppure spesso sui nemici saranno presenti tantissimi segnalini molto ingombranti e poco chiari che non faranno altro che confondere il giocatore.
Inoltre ci sono dei seri problemi anche per quanto riguarda la disposizione dei testi. Molto spesso i nomi di alcuni nemici saranno troppo lunghi e finiranno col sovrapporsi alla barra degli HP o all’indicatore dell’attacco. Oltretutto durante il gioco spesso vi troverete ad attivare tanti eventi privi di illustrazioni che vi verranno spiegati semplicemente da una linea di testo con un font davvero anonimo. Questa mancanza di cura nell’interfaccia affatica molto il giocatore e nel lungo periodo rischia addirittura di danneggiare la sua esperienza.
Tanta ispirazione – Recensione Deck of Ashes
I disegni di Deck of Ashes hanno uno stile che di sicuro non può piacere a tutti, ma bisogna ammettere che i design dei nemici sono davvero ben fatti. Nel gioco sono presenti più di 50 creature e ognuna di esse sarà immediatamente riconoscibile. Lo stile dei nemici si adatta perfettamente al mondo di gioco e anche gli sfondi sono davvero ben realizzati, ma sfortunatamente le animazioni invece non sono nulla di eccezionale.
Per quanto riguarda il lato tecnico invece, Deck of Ashes è un titolo molto leggero che non ci ha causato grossi problemi durante la prova. L’unica pecca sta nei caricamenti, che a volte sono troppo lunghi e rischiano di bloccarsi.
Conclusioni
Deck of Ashes è davvero un eccellente deckbuilder che vanta tantissima varietà sia per quanto riguarda le combinazioni di carte che i nemici. Il problema all’interfaccia lo penalizza molto, ma nonostante questo resta comunque un ottimo titolo. Sfortunatamente, vista la sua complessità e caoticità, non è affatto adatto ai neofiti, ma se siete degli amanti del genere di sicuro sarete in grado di apprezzarlo.
Deck of Ashes è disponibile ora su PC. Se siete interessati a restare aggiornati riguardo tutte le novità sul mondo dei videogiochi e tanto altro ancora, allora continuate a seguirci qui su tuttoteK.
Punti a favore
- Tantissima varietà
- Meccaniche originali
- Ottimo design dei nemici
- Storia interessante
Punti a sfavore
- Interfaccia estremamente caotica
- Non adatto ai neofiti
- L'esplorazione rischia di annoiare
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