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In questa recensione andiamo ad analizzare Death Note: Killer Within, l’escamotage videoludico con cui Bandai Namco ha portato la lotta fra Kira ed L su console
Anche chi non è un grande appassionato di anime e manga, conoscerà, anche solo per sentito dire o per l’aver visto il discutibile live action di Netflix, Death Note. L’opera magna di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata ha saputo penetrare il fitto muro delle barriere dell’intrattenimento per diventare un qualcosa di universale, una vera e propria trattazione del conflitto fra bene e male, non sempre così definito e distinto, ma spesso permeato di zone di grigio che riflettono la realtà che ci circonda. Insomma: una signor opera! Da tanto si aspettava una trasposizione videoludica di Death Note, e alla fine è arrivato Killer Within: ve ne parliamo, in questa veloce recensione.
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Jiken | Recensione Death Note: Killer Within
Prima di passare alla recensione di Death Note: Killer Within, dobbiamo necessariamente gettare un’infarinatura sulla trama dell’opera base, per i pochi che dovessero non conoscerla. Light Yagami è un giovane studente delle superiori che ha, dalla sua, un’idea particolare sul mondo che la circonda. E quando entra in possesso del Death Note, un particolare quaderno tramite cui è possibile uccidere qualcuno semplicemente conoscendone nome e volto, inizia a mettere in atto una vera e propria epurazione del male, uccidendo criminali di ogni sorta e in ogni parte del mondo. Light diventa così Kira.
Le tanti morti sospette iniziano ad insospettire anche l’Interpol, che decide di assumere un misterioso investigatore privato, soprannominato L, un genio nel suo campo e che diverrà il principale antagonista di Kira. La sceneggiatura andrà poi ad approfondirsi di dettagli ed arricchirsi di personaggi diversi non tutti esseri umani, ben caratterizzati e, nel tempo, diventati iconici. Perlomeno per la prima parte del manga, ma tralasciamo commenti.
Kincho | Recensione Death Note: Killer Within
Quale potrebbe essere la migliore idea per trasporre un thriller psicologico come Death Note in videogioco? Ce lo siamo sempre chiesti anche noi in realtà, perché è paradossalmente difficile pensare ad un genere che lo possa racchiudere. L’idea di Bandai Namco è stata quella di creare un party game investigativo, con molti elementi e una struttura di base permeata da Among Us. Non esattamente quello che avremmo voluto, ma complice il fatto che il gioco sia gratuito per gli abbonati al PlayStation Plus, è indubbio che moltissimi vi si siano avvicinati incuriositi. E com’è andata? Piuttosto male, oseremmo dire.
A partire ad esempio dal fatto che Killer Within non faccia nulla per inserire i videogiocatori nel contesto di Death Note, che sebbene sia un’opera molto popolare, non è detto sia conosciuta a chiunque, e molti potrebbero comunque ritrovarsi spaesati. E altrettanto spaesante è l’HUD presente a schermo che, nonostante i quattro tutorial presenti per la spiegazione dei ruoli all’interno delle partite, dopo diverse partite ancora ci risulta confusionaria e poco intuitiva, specialmente per i meno avvezzi al genere.
Senritsu | Recensione Death Note: Killer Within
Quattro sono i ruoli in cui è possibile entrare in Death Note: Killer Within, divisi nelle due squadre di Kira e L. I seguaci di Kira e Kira avranno il compito di scoprire il nome degli agenti di L, rubandone i documenti, per poter scrivere direttamente i nomi sul Death Note, se si impersona Kira, o riferirli al Kira della partita. Di contro, gli agenti di L dovranno indagare per scoprire chi è Kira, risolvendo crimini e salvaguardando la propria identità. Vengono poi aggiunte alcune meccaniche come quelle delle carte speciali, che possono rivoltare l’andamento di una partita, ma di base il gameplay è sempre lo stesso.
Il team di Kira cerca di uccidere, quello di L indaga, e alla fine della partita (se riuscirete ad arrivarci, ma ne parliamo dopo) verrà indicato un potenziale colpevole che, in mancanza di prove, e nello specifico parliamo del Death Note, verrà immediatamente rilasciato. Il concept è davvero molto interessante, ed è innegabile che se sviluppato correttamente potrebbe diventare anche divertente da giocare con amici in cuffia. “Potrebbe” è la parola chiave.
Kodoku | Recensione Death Note: Killer Within
Purtroppo, Killer Within non si è mostrato accattivante sotto nessun punto di vista sin dalle prime partite, a partire dal comparto tecnico. Asettico, pigro e fin troppo vetusto per essere un titolo da giocare su console PlayStation 5, ma anche per definirsi un gioco per dispositivi mobili, oseremmo dire. La mappa è sempre la stessa, le pedine dei personaggi sono sì personalizzabili, ma comunque carenti in termini di dettagli e, in linea generale, sono davvero bruttine da vedere.
A questo aggiungiamo, come aggravante, il fatto che abbiamo avuto davvero molta difficoltà a finire completamente una singola partita. Questo perché, se uno dei dieci giocatori scelti per comporre le due squadre decidesse di disconnettersi, Killer Within riporterà tutti quanti alla lobby e non permetterà di continuare la partita precedente, per quanto potesse essere diventata interessante. Ammettiamo che, prima della stesura di questa recensione, siamo riusciti a terminare completamente una sola partita a Death Note: Killer Within, nonostante i tentativi siano stati molteplici. E stremanti.
L’eccessiva ripetitività e la mancanza di modalità, ma anche solo mappe, alternative, porta Death Note: Killer Within ad essere un titolo troppo acerbo e poco interessante per poter attecchire nel grande pubblico. Speriamo che Bandai Namco decida di ampliarne l’offerta, ma non tramite Season Pass per la fruizione di nuovi elementi estetici, bensì con vero e proprio contenuto. E una gestione del matchmaking decisamente migliorata.
Theology of death
Si conclude qui la nostra veloce recensione di Death Note: Killer Within. Un titolo sulla carta molto appetibile, questo è certo, sia per la forza del franchise da cui proviene sia per alcune meccaniche interessanti e accattivanti. La realizzazione generale è però attualmente troppo acerba e poco ispirata, sia in termini tecnici e grafici, sia di mero gameplay. E aggiustate quel matchmaking, per favore.
Death Note: Killer Within è attualmente disponibile su PC, PS4 e PS5. Fateci sapere che cosa ne pensate voi del titolo di Bandai Namco qua sotto nei commenti e restate sintonizzati con noi di tuttotek.it per tutte le news, le guide e le recensioni a tema videoludico e tech!
Punti a favore
- Concept interessante
- Trasposizione videoludica di un franchise amatissimo
Punti a sfavore
- Realizzazione insufficiente sotto tutti i punti di vista
- Tecnicamente vetusto
- Matchmaking aberrante
- Confusionario e poco intuitivo








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