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Il rischio d’infarto è scritto nel sangue, infatti è stato trovato il marcatore che svela le persone a rischio
Le persone a rischio di infarto presentano un ‘marchio‘ specifico nel sangue. Ad individuare questo nuovo ed importante marcatore genetico è uno studio made in Italy pubblicato sulla rivista Plos One. Vediamo i dettagli.
Infarto: le persone a rischio presentano un marcatore nel sangue | Medicina
I risultati che sono venuti alla luce permettono di individuare precocemente le persone a rischio d’infarto così da intervenire prontamente con urgenza. Durante l’intervista uno dei principali autori della ricerca il professor. Giuseppe Novelli, rettore dell’Università di Tor Vergata, spiega quanto segue:
Non è il primo biomarcatore dell’ infarto finora identificato ma è il più importante. Consente, infatti, di individuare in un gruppo di soggetti a rischio, quelli a rischio più elevato e che necessitano, pertanto, di interventi terapeutici e preventivi immediati.
La malattia coronarica e la principale complicanza. Le persone morte per infarto del miocardio sono veramente tantissime. Infatti ogni anno uccide circa 70.000 persone in Italia ed è una delle principali cause di morte e disabilità. La maggior parte delle sindromi coronariche acute presentano alla base una coronaropatia causata da diversi stili di vita ma può anche essere un fattore ereditario. Trovare e studiare la relazione che lega queste due variabili è stato il principale obiettivo dei ricercatori.
Diamo uno sguardo alla procedura della ricerca | Medicina
Questi ultimi hanno coinvolto pazienti con malattia coronarica stabile (cioè senza infarto) e pazienti con malattia coronarica instabile (ovvero con infarto) così da identificare le differenze molecolari che funzionano come biomarcatori. Essi permettono di individuare le persone a rischio d’infarto. Hanno analizzato in maniera particolare i piccoli messaggeri di RNA non codificante circolante nel sangue (microRNA).
Queste molecole agiscono da interruttori ed hanno un ruolo importate nella regolazione genica ma anche nei processi biologici come la proliferazione cellulare, il metabolismo dei grassi, lo sviluppo di tumori. Con l’analisi molecolare è stato identificato, tra un quadro formato da 84 diversi microRNA nella circolazione sanguigna. Hanno notato il comportamento anomalo di miR-423. Infatti sono stati riscontrati livelli molto bassi in pazienti con malattia coronarica instabile. Questa statistica era visibilmente diversa nei pazienti con malattia coronarica stabile.
In conclusione Novelli spiega quanto segue:
Già oggi vengono utilizzati algoritmi in grado di identificare le persone a rischio di infarto, basati su dati genetici, clinici e comportamentali. Il nuovo marcatore individua un sottogruppo di soggetti ancora più a rischio e può tradursi, nel giro di poco tempo. In un test clinico predittivo da effettuare come screening durante le visite cardiologiche o come test di laboratorio da effettuare nei soggetti che arrivano al pronto soccorso con sospetto di infarto.
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