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Ebbene sì, i giochi da tavolo esistevano già presso gli antichi: continuate nella lettura per andare a riscoprire i nonni dei bisnonni
L’archeologia è una materia per i veri appassionati di storia antica. Ma gli Indiana Jones di tutto il mondo non trovano solo ossa, pergamene, tombe e vasi, talvolta anche giochi da tavolo antichi. Tramite iscrizioni in lingue morte sono riusciti a dedurne le regole, o simil-tali, se non sono state tramandate di secolo in secolo. Ecco di seguito alcuni dei giochi da tavolo antichi più famosi, molti di essi per due sfidanti. Tutti questi sono realizzabili in casa con un po’ di buona manualità nella lavorazione del legno, o anche usando carta, penna e sassolini.
Senet – Giochi da tavolo antichi, dall’Egitto
Il Senet si presenta come un tavoliere di cui si ignorano le reali regole: quelle più accettate sono ad opera della traduzione di Timothy Kendall e R.C. Bell. Originariamente giocato dai faraoni (V – IV secolo a. C.), il Senet divenne poi un gioco per tutti, assumendo un significato religioso, di passaggio all’aldilà: le sorti dopo la morte erano messe in gioco dal defunto contro il Destino. Nelle tombe egizie sono stati trovati dei tavolieri di Senet, lasciati lì affinché il morto potesse portarseli con sé.
Caratteristiche
- Sfida: a due, ciascuno ha a disposizione sette pedine (bianche contro nere);
- Supporto: tavoliere di tre file da dieci caselle;
- Aleatorità: medio-alta. Il movimento è deciso da un tiro di quattro legnetti concavi, si guadagnano punti in base alla disposizione degli stessi (previsti i punteggi 1, 2, 3, 4 e 6);
- Svolgimento: ciascuno pone le proprie pedine sulle caselle del tavoliere. Partendo dalla casella in basso a destra, si pongono le pedine alternate (nera, poi bianca, poi nera…) nella prima fila, andando verso sinistra, procedendo poi nella fila centrale continuando verso destra. Chi, tramite un tiro, ottiene di iniziare, muove i pezzi neri.
- Se si ottiene 1, 4 o 6 si sposta una pedina di un pari numero di caselle in avanti e si tira nuovamente.
- Se si ottiene 2 o 3, si sposta una pedina di un pari numero di caselle e si passa la mano.
- Se non è possibile avanzare, si torna indietro del punteggio ottenuto. Se anche ciò non è possibile, si passa la mano.
- Obiettivo: far uscire tutte le proprie pedine dal tavoliere.
- Altre regole rendono il gioco interessante dal punto di vista filosofico: ad esempio, anche in caso di vittoria, si attende che l’avversario termini la partita, per procedere insieme verso l’aldilà.
Gioco reale di Ur – Giochi da tavolo antichi, dalla Mesopotamia
Ritrovate negli anni ’20 del XX secolo e datate tra 2400 e 2600 anni prima di Cristo, le tavole di Ur occupano 8×3 caselle, a cui sono tagliate due caselle esterne su ciascuno dei lati lunghi. L’interno è cavo, per conservare i componenti del gioco: 14 pedine, sette per giocatore, e dadi tetraedrici. Le tavole di Ur hanno diverse decorazioni, ma conservano immutate delle caselle a forma di fiore nelle stesse posizioni.
Caratteristiche
- Sfida: a due, ciascuno ha a disposizione sette pedine;
- Supporto: tavoliere dedicato;
- Aleatorità: medio-alta. Il movimento è deciso da un tiro di dadi tetraedrici;
- Svolgimento: chi è di turno tira il dado: in base al valore decide se conviene inserire sul tavoliere una nuova pedina, facendola avanzare del valore risultante, o spostare una pedina già presente. Le pedine devono seguire un determinato percorso fino a uscire dal tavoliere. Se una pedina atterra sulla stessa casella di una avversaria, quest’ultima ricomincia daccapo.
- Obiettivo: far uscire tutte le proprie pedine dal tavoliere.
Cani e Sciacalli – Giochi da tavolo antichi, di nuovo dall’Egitto
Si tratta di un gioco di percorso e azzardo. Il tavoliere è a forma di mobile, con zampe animali come gambe. Normalmente sono intagliati in avorio e presentano 58 buchi, più un cassetto in cui sono conservate cinque bacchette con la testa a forma di cane e cinque con la testa a forma di sciacallo. Le bacchette vanno inserite nei buchi, così come pedine che si spostano su un percorso. Cani e Sciacalli è databile al Medio Regno (circa 2000 – 1600 a. C.).
Caratteristiche
- Sfida: a due, ciascuno ha a disposizione cinque bacchette, Cani contro Sciacalli (è indifferente la scelta);
- Supporto: tavoliere dedicato;
- Aleatorità: medio-alta. Il movimento è deciso da un tiro di legnetti concavi;
- Svolgimento: se il tiro delle bacchette indica 1, è possibile inserire una nuova bacchetta, altrimenti si sposta una già presente. Alcuni buchi permettono di avanzare verso uno più avanti, o indietreggiare. Due bacchette non possono coesistere nello stesso buco.
Obiettivo: far uscire tutte le proprie bacchette dal tavoliere.
Ludus Duodecim Scriptorum – Giochi da tavolo antichi, da Roma
Gli antichi Romani giocavano tantissimo, a noi è pervenuta un’infinità di passatempi dell’epoca, giochi da strada, con gli animali (anche crudeli) e anche da tavola. In attesa del pasto nelle tabernae, gli antichi Romani ingannavano il tempo giocando a Duodecim Scriptorum, composto da una serie di parole incise nel marmo delle tabulae lusoriae, ad esso dedicate. Tutt’oggi si trovano incisioni come:
VIRTUS IMPERI
HOSTES VINCTI
LUDANT ROMANI
composte sempre da tre file da dodici lettere. Ciascuna lettera era come una casella su cui far muovere le proprie pedine.
Caratteristiche
- Sfida: a due, ciascuno ha a disposizione sei pedine (bianche contro nere) e due dadi, oppure quindici pedine (bianche contro nere) e tre dadi;
- Supporto: una tabula lusoria;
- Aleatorità: medio-alta. Il movimento è deciso da un tiro di dadi.
- Svolgimento: dopo aver scelto chi inizia, il tiro dei due dadi può muovere una pedina (con la somma dei due dadi) o due pedine (ciascuna del valore di un dado) a partire dalla casella d’entrata (nell’esempio: la V di VIRTUS). Si procede alternativamente avanzando le proprie pedine, o inserendone di nuove. Se una pedina capita su una casella occupata da una avversaria, deve ricominciare il gioco. Altre regole rendono il gioco non dissimile dalla tavola di Ur.
- Obiettivo: far uscire tutte le proprie pedine dalla tabula.
Se ci pensiamo, Duodecim Scriptorum è stato il progenitore di Backgammon!
Giochi da tavolo antichi commercializzati
Alcune case produttrici hanno deciso di ricostruire e mettere in commercio questi giochi da tavolo, di solito in legno, sfruttando la curiosità verso queste regole… Molto, molto vintage!








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