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Un nuovo appuntamento dedicato al film di Snyder della graphic novel di Watchmen, con un adattamento che ha diviso ed è stato oggetto di diverse critiche
Watchmen uscì tra il 1986 e il 1987 in dodici albi pubblicati dalla DC, prima di essere raccolto in un volume unico. L’opera decostruì l’archetipo del supereroe tradizionale, mostrandoci personaggi afflitti dalla loro quotidianità, diversi dai supereroi classici. Watchmen ottenne un grande successo, e, a distanza di una ventina d’anni, vide finalmente la luce il film. Un adattamento che però se per alcuni aspetti convince, per altri dimostra come due media diversi come cinema e fumetto necessitino di un trattamento diverso.
Watchmen | Il rapporto tra la graphic novel ed il film di Snyder
La graphic novel di Watchmen, scritta da Alan Moore e illustrata da Dave Gibbons, è inserita tra i migliori 100 romanzi inglesi scritti dopo il 1923 nella classifica del Times. Un’opera complessa, nella quale ogni personaggio viene approfondito e ha il suo spazio, con storie secondarie che si intrecciano e vanno a convergere in un finale incredibile, orchestrato dal carismatico Adrian Veidt (Ozymandias). Un fumetto nel quale non c’è un vero buono, o il classico cattivo da sconfiggere, ma dove tutti hanno una storia personale, e affrontano la vita di tutti i giorni convivendo con i propri fantasmi.
Terry Gilliam, fu vicino all’adattare Watchmen prima di Snyder, ma il progetto, che avrebbe messo al centro Dr. Manhattan, cambiando molti aspetti dell’originale, non andò in porto. Snyder, invece, una volta preso in mano il progetto, decise di seguire la controparte cartacea, pur dovendo tagliare alcune parti per mancanza di tempo. Una decisione che, inevitabilmente, si porta dietro pro e contro, con un film che per certi aspetti convince, ma per altri mostra tutti i limiti di portare su schermo con eccessiva fedeltà un’opera appartenente ad un media diverso.
Watchmen | Le principali differenze tra la graphic novel e il film di Snyder
Andando a riproporre, in diversi frangenti, gli stessi dialoghi del fumetto seguendo la stessa storia, Snyder ha tentato di replicare in modo forse troppo fedele l’opera originale. Per quanto riguardo le modifiche apportate col film, alcune sono sicuramente improntate alla spettacolarizzazione e risultano ben riuscite. Le scene d’azione sono brutali e hanno un peso maggiore rispetto alla controparte cartacea, anche se qui c’è da sottolineare un’eccessivo strapotere fisico da parte dei protagonisti, mentre nel fumetto erano sicuramente più umani. Un’altra differenza riguarda il finale, nel quale Manhattan viene sfruttato a sua insaputa, a differenza degli alieni tentacolari piovuti dal cielo della graphic novel.
Per questioni di tempo, sono state tagliate anche alcune storie parallele e i racconti del Vascello Nero. Quest’ultimo, era un fumetto dentro al fumetto, vista che nell’opera originale c’è un ragazzo che legge i suddetti racconti vicino ad un’edicola, mentre vediamo le reazioni delle persone che passano di lì a quello che sta accadendo nel mondo.
Watchmen | pallida imitazione o esperimento riuscito?
Come detto in precedenza, la volontà di restare vicino al fumetto ha inevitabilmente scatenato polemiche e diviso i fan. Alcuni hanno apprezzato il fatto di rivedere su schermo il Watchmen che avevano amato, mentre altri l’hanno ritenuto poco adatto al cinema e troppo simile all’originale, senza nulla da dire in più rispetto ad una controparte cartacea che inevitabilmente ne esce vincitrice. Inoltre, Snyder, come suo solito, ha uno stile che non tutti amano, e anche in Watchmen i colori tendono ad essere desaturati. Detto questo, è anche innegabile l’abilità di Snyder nel gestire le scene d’azione, abusando forse delle riprese in slow-motion, ma portando alcuni immagini d’impatto che rendono giustizia al fumetto. Anche la colonna sonora è azzeccata, accompagnando le varie sequenze e dando quel tocco in più che le rende sicuramente più potenti.
In parte, quindi, è sicuramente un esperimento riuscito, ma restano da sottolineare alcuni difetti. La fedeltà ai 12 albi di Watchmen, si ripercuote su 3 ore di film che spesso portano in scena dialoghi fin troppo prolissi, con un ritmo che a tratti rallenta in maniera eccessiva. Un altro problema dell’eccessiva fedeltà di Snyder, è sicuramente il fatto che tentando di riportare più materiale possibile, ha finito con l’approfondire poco determinati aspetti, puntando sulla quantità a dispetto della qualità. Anche la scelta di cast relativa ad Ozymandias è discutibile, così come il suo costume, che comunque si rifà sempre all’Antico Egitto.
Considerazioni finali
Tenendo conto di quanto detto, è chiaro che Snyder, ricalcando l’opera di Moore e Gibbons, è andato incontro a diversi problemi. La mano del regista si vede, ma Watchmen è la dimostrazione di come un’eccessiva fedeltà possa diventare più un difetto che un pregio. Fatte queste considerazioni, il film è sicuramente godibile, ma nel confronto con l’originale ne esce sconfitto.
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