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Che differenze ci sono tra La Bussola d’Oro e His Dark Materials? Analizziamo il film e facciamo alcune ipotesi su questa nuova serie tv
Risale a Maggio il primo trailer che confermava la creazione di una serie tv dal nome “His Dark Materials” legata all’omonima trilogia di romanzi dell’autore inglese Phillip Pullman (ne avevamo già parlato in un altro articolo). Il tentativo di trasporre visivamente questi romanzi era già stato tentato dalla casa di produzione New Line con il film del 2007 “La bussola d’oro”. Ora HBO vuole tentare nuovamente di fare successo con la stessa saga. Ma la domanda che ci poniamo è: cambiare mezzo di comunicazione può cambiare il risultato? Che differenze ci possono essere tra La Bussola d’Oro e His Dark Materials? Proveremo a chiedercelo analizzando il film, evidenziandone pregi e difetti in relazione al libro e facendo alcune ipotesi su questa nuova serie tv.
La trama de La bussola d’oro e His Dark Materials
La trama de La bussola d’oro e His Dark Materials parla delle vicende di una bambina orfana Lyra Belacqua che vive in un mondo parallelo al nostro. In questo mondo ogni persona insieme ad un Daimon ovvero la raffigurazione dell’anima della persona. Il daimon ha la forma di un’animale che esprime le caratteristiche interiori della persona. L’avventura di Lyra comincia quando scopre, grazie all’ascolto di un discorso di suo zio Lord Asriel, dell’esistenza di una misteriosa sostanza chiamata Polvere.
Attorno a questa sostanza si gioca la sfida tra il Magisterium (rappresentato soprattutto dalla misteriosa ed affascinante Marisa Coulter), organo paragonato alla Chiesa che cerca di eliminare la Polvere ed eliminare il libero pensiero, e lo stesso Lord Asriel che vuole usare queste scoperte scientifiche per effettuare ricerche sulla possibile esistenza di altri mondi. Lyra si ritrova in mezzo a questo combattimento quando un suo amico sparisce nel nulla e inizia un viaggio alla sua ricerca. Lungo questo viaggio familiarizzerà con Orsi da combattimento, streghe e misteriosi esperimenti scientifici. In ogni sua avventura avrà a disposizione la cosiddetta bussola d’oro ovvero un aletiometro (strumento che, usando la Polvere indica sempre la verità) che, una volta imparato ad usarlo, la condurrà dritta al suo obbiettivo. Il film coincide con la prima parte del primo libro della trilogia.
Il romanzo: i punti di forza
La vicenda narrata presenta sicuramente molti punti di forza e di fascino. Innanzitutto il libro usa il linguaggio dei romanzi fantasy cercando di calarlo nel mondo attuale: l’universo in cui è ambientato ricalca a livello di nomi e di scenario luoghi realmente esistenti e ciò crea nel lettore un certo interesse. A ciò si aggiunge il mix di elementi religiosi e scientifici che rende il romanzo carico di fascino: si parla lungo tutto il libro di esperimenti scientifici catalogati sotto il nome di “teologia sperimentale” e l’autore descrive chiese e cappelle dove vengono venerati strumenti tecnologici.
Già da questi aspetti molti critici hanno visto nella storia narrata da Pullman una metafora della lotta per la libertà di pensiero contro ogni istituzione che vuole imporre a tutti il proprio punto di vista. Ancora più esemplare è come l’autore riesca a coniugare questi elementi con personaggi tipicamente fantastici come animali parlanti o streghe, senza risultare per questo forzato.
A ciò dobbiamo aggiungere la felice soluzione narrativa di successo del daimon: pur avendo una loro precisa funzione nella trama, sono anche un bell’espediente che rende la narrazione mai monotona. Grazie al daimon infatti parti in cui si descrivono i pensieri del personaggio diventano dialoghi vivaci e scorrevoli.
Ultimo dato di forza è sicuramente lo stile: proprio come dice il titolo della trilogia “His Dark Materials” iniziando a leggere il romanzo ci sono molte domande oscure che sorgono nel lettore: cosa è il daimon? Si può vivere senza? E la polvere? A cosa serve? Lo stile di Pullman è in grado di fornire poche informazioni per volta, spingendo ad andare avanti nella lettura per scoprire ogni volta qualcosa di più. Da ultimo bisogna aggiungere che l’interno della trilogia il primo libro si presenta a livello narrativo come il più compatto e più coeso. Quindi quali differenze troviamo tra il film La bussola d’oro e His Dark Materials?
Il film: un (quasi) flop
Il film del 2007 “La bussola d’oro” trae ispirazione dal primo romanzo della saga (di cui abbiamo appena descritto la trama). Il risultato non è stato all’altezza delle aspettative e il pubblico lo ha dimenticato alla svelta. I fan hanno sperato per molto tempo nella prosecuzione della saga. La New Line, portando come motivazione ufficiale la crisi economica, ha cancellato i sequel. Il film da allora viene ricordato come un flop anche se a contribuire a quest’idea, oltre allo stesso film è il contesto dell’epoca. In quegli anni la New Line era reduce dal successo della trilogia del Signore degli Anelli. Sfruttando questa attenzione nuova verso il genere fantasy ha cercato di replicare il successo puntando sui romanzi di Pullman. L’obbiettivo era dichiarato in partenza: cercare un successore de “il Signore degli anelli” (come dichiarato esplicitamente anche da uno dei primi trailer). Per supportare questa idea sono stati scelti per il cast attori di talento come Nicole Kidman e Daniel Craig. Anche il budget impiegato è stato consistente.
Il risultato? Il film non è per niente brutto da vedere e ha notevoli pregi (da ricordare anche l’Oscar per gli effetti speciali) ma sicuramente non è uno dei risultati più memorabili. La trama del romanzo viene modificata e semplificata in maniera eccessiva, togliendo molti elementi che creavano attrattiva nel lettore. Un esempio su tutti: se il lettore scopre la natura della Polvere strada facendo, lo spettatore dopo i primi minuti sa già tutto quello che deve sapere. In generale poi nel film i personaggi hanno poco sviluppo interiore e lo spettatore ha poco tempo per familiarizzare con loro.
Il risultato è un film godibile ma poco coinvolgente. I ricavi al botteghino poi non sono stati negativi ma non sufficienti per prevedere un sequel (su 180 milioni di dollari come budget 370 di guadagno). Resta da chiedersi alla fine chi potrà guadagnare di più tra La bussola d’oro e His Dark Materials.
La serie His Dark Materials
Su questo solco si è posta HBO che, orfana da poco di Game of Thrones, cerca di sfruttare l’onda fantasy che il suo show di punta ha creato. La decisione (per altro già annunciata da tempo) è stata riprendere la storia del romanzo “la bussola d’oro” e crearne una serie tv. Anche in questo caso le premesse sono simili a quelle del film: un cast di un certo rilievo: Ruth Wilson, nota per la sua partecipazione alla serie TV Luther, nei panni di Marisa Coulter, James McAvoy, Professor X nell’ultima saga degli X men, nei panni di Lord Asriel e Lin-Manuel Miranda, presente ne Il ritorno di Mary Poppins, nei panni di Lee Scoresby. HBO sa che i fan della saga letteraria hanno mantenuto vivo l’interesse e conta di moltiplicare i seguaci della storia narrata da Pullman.
Anche in questo senso le aspettative sono molte (anche se non così alte) e HBO ha dimostrato di crederci, avendo già pianificato una seconda stagione. Ci sono anche le premesse per prendere le distanze dal film: nella campagna pubblicitaria non c’è nessun richiamo esplicito e lo stesso nome della serie è cambiato, per evitare che lo spettatore meno accorto associ subito la serie al film. I trailer pubblicati fino ad ora hanno sicuramente catalizzato l’interesse del pubblico. Ma la domanda è: passare da un film ad una serie tv può cambiare il risultato dell’operazione? Basta così poco per passare da flop a top?
La bussola d’oro e His Dark Materials: le differenze possibili
Proviamo infine a trovare le differenza tra La bussola d’oro e His Dark Materials. Non avendo visto la serie possiamo solo fare delle supposizioni ma a nostro parere le condizioni ci sono per ribaltare il risultato finale. Come visto il limite del film è quello di avere dato poco spazio allo sviluppo psicologico dei personaggi; in questo senso la serie tv, avendo a disposizione un tempo più esteso, può approfondire meglio questi sviluppi. Anche la trama ne può trarre beneficio: lo spettatore avrà a disposizione un tempo più approfondito per comprendere meglio gli sviluppi dell’intreccio. Nel film infatti alcune dinamiche sono poco chiare.
Al contrario sorge qualche dubbio che gli effetti speciali potrebbero essere di minore rilevanza nel serial HBO (anche se con Game of Thrones ha superato ogni aspettativa). Ultimo elemento è la capacità di HBO di saper vendere i suoi prodotti. Di questa serie se ne sta parlando, ma non è al centro dell’attenzione. Abbiamo visto però con altri show che questa casa di produzione si è rivelata particolarmente abile a vendere i suoi prodotti. Anche a livello di tempi si sta muovendo in maniera intelligente: è di questi anni la scelta di Pullman di scrivere una nuova trilogia ambientata nello stesso universo narrativo della precedente. Inoltre questo tentativo gode del fallimento del film del 2007 e quindi può solo migliorare.
In conclusione a nostro parere le premesse per ribaltare il risultato ci sono tutte. Quest’autunno vedremo se le attese saranno ripagate in maniera positiva.
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dax
7 Settembre 2019 alle 14:20Complimenti per la recensione