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Dal 9 aprile è disponibile su Amazon Prime Video la prima stagione della serie horror antologica Them: ecco la nostra recensione
TITOLO ORIGINALE: Them. GENERE: horror, drammatico. NAZIONE: Stati Uniti. CREATORE: Little Marvin. CAST: Deborah Ayorinde, Ashley Thomas, Shahadi Wright Joseph, Melody Hurd, Alison Pill, Ryan Kwanten, Christopher Heyerdahl. DURATA: 40-45 minuti circa a episodio. DISTRIBUZIONE: Amazon Prime Video. USCITA: 9 aprile 2021.
Se amate le serie antologiche e la vostra passione è l’horror (o forme è meglio dire l’orrore), allora non potete davvero perdervi la prima stagione di Them, intitolata Covenant. La serie TV creata da Little Marvin e prodotta da Lena Waithe è disponibile sul colosso dello streaming Amazon Prime Video a partire dal 9 aprile. Per ora la potrete vedere in versione originale con sottotitoli – scelta consigliatissima – mentre in estate arriverà anche la versione doppiata.
Non lasciatevi ingannare dalle similitudini con un’altra famosissima serie antologica come American Horror Story. A prima vista, le somiglianze ci sono: lo sfondo orrorifico, una famiglia che ha subito un grosso trauma, una nuova casa in cui ricominciare a vivere. Man mano che si prosegue con le dieci puntate di Them, però, appare chiaro quanto il progetto sia capace di distinguersi dal marasma della serialità horror contemporanea.
Il sogno americano si trasformerà in un vero e proprio incubo per la famiglia Emory, a causa della loro unica “colpa”: il colore della pelle. Paura, terrore, angoscia, persecuzione: Them vi stupirà davvero per la crudeltà con cui ci trasporta all’interno di questa amara vicenda.
Trama e trailer | Recensione Them
Anni Cinquanta. La famiglia afroamericana degli Emory si trasferisce dal North Carolina a Los Angeles, nel quartiere di East Compton. Il periodo è quello della “Grande Migrazione“, in cui gli afroamericani dovettero spostarsi in massa dal sud degli Stati Uniti (la cosiddetta Jim Crow Belt) a causa di terribili episodi di razzismo. La nuova casa dovrebbe essere un luogo in cui poter ricominciare a vivere, dopo l’orribile trauma vissuto dalla famiglia.
Ma i coniugi Lucky (Deborah Ayorinde) e Henry (Ashley Thomas), assieme alle figlie Ruby Lee (Shahadi Wright Joseph) e Gracie Jean (Melody Hurd), dovranno confrontarsi con un ambiente affatto amichevole. Le famiglie di Compton, esclusivamente bianche, non vedono per niente di buon’occhio la nuova famiglia, e faranno di tutto per sbarazzarsi di loro. Oltre a questo, gli Emory dovranno inoltre affrontare i propri fantasmi e le proprie angosce, sotto forma di veri e propri demoni terrificanti.
La storia insegna, e pure le serie TV | Recensione Them
Togliamoci il pensiero e diciamolo subito: l’orrore che ci viene mostrato in Them è realmente sconvolgente. Alcune puntate (la numero cinque e la numero nove in particolare, ma nelle altre non si scherza di certo) sono difficili da digerire. Probabilmente i più sensibili avranno qualche difficoltà a non uscirne letteralmente stravolti. Sia chiaro, non stiamo parlando del frangente horror della serie, che è comunque presente, e soprattutto nelle ultime puntate si materializza agli occhi dei protagonisti e agli occhi degli spettatori. Stiamo parlando di qualcosa di ben peggiore: la crudeltà dell’essere umano. È da qui che l’orrore prende forma, insinuandosi nella mente delle sue vittime come un cancro, fino ad acquisire sembianze sovrannaturali.
La realtà è che siamo proprio noi l’orrore più grande di questo mondo. La storia insegna, e il nuovo progetto di Little Marvin ci mostra solo uno dei tanti tristi episodi che hanno costellato il nostro passato. Parliamo dell’odio razziale, che soprattutto negli Stati Uniti è stato motivo di lotte, tensioni, ingiustizie, persecuzioni e discriminazioni. La metà del Novecento nel nuovo continente meriterebbe di essere cancellata dai libri di storia, ma noi ce lo ritroviamo sui nostri schermi. Them ce lo sbatte in faccia, e non possiamo distogliere lo sguardo.
L’erba del vicino non è sempre più verde | Recensione Them
Il difficile tema sta trovando nuova linfa nel genere horror contemporaneo. Lo dimostrano opere come la recente serie Lovecraft Country, creata da Misha Green, e l’horror Scappa – Get out (2017), diretto da Jordan Peele. Them si contraddistingue dai prodotti dello stesso tipo per la rabbia feroce che invade ogni scena. Una rabbia cieca, immotivata, che si insinua nella “popolazione bianca” e finisce per invadere anche le vittime di tali abusi, colpevoli di aver “sporcato” la sacra famiglia americana nella sua purezza. L’America dei valori, l’America cattolica, l’America patriottica. L’America razzista, perfettamente rappresentata dalla detestabile casalinga non troppo perfetta Betty Wendell (Alison Pill).
Eppure gli Emory non si trovano in una condizione inferiore dal punto di vista sociale rispetto ai loro “amabili” vicini. Henry, il capofamiglia, è un ingegnere aeronautico, mentre la madre Lucky è un insegnante. Sono una famiglia agiata, che si può permettere di trasferirsi in un quartiere facoltoso di Los Angeles e di concedersi alcuni comfort, come l’acquisto di una televisione. Però sono neri. E questo porta i loro vicini a scatenare un odio immotivato, che sfocia dapprima nella provocazione, poi nell’oppressione, infine nella violenza.
Chi ride è fuori | Recensione Them
La scrittura di Little Marvin è intelligente, capace di costruire una tensione emotiva subdola e fastidiosa. Non c’è spazio per l’ironia che caratterizza invece un’opera come quella di Ryan Murphy e Brad Falchuk. In American Horror Story, nonostante l’intento “spaventevole”, ci si divertiva. Anche durante le scene capaci di incutere più timore. Qua invece è tutto talmente crudele che è impossibile divertirsi, o uscire dalla visione senza provare vergogna e costringersi a un esame di coscienza.
Ma sono tanti i particolari con cui il creatore gioca per creare contrasto. Dalla colonna sonora in pieno stile anni Cinquanta, che stride fortemente con la violenza che esplode sullo schermo, all’uso dei colori, con fredde tinte pastello per le deliziose villette e gli abitanti di Compton e colori caldi per la famiglia Emory e gli interni della loro abitazione.
Them si avvalora inoltre di due straordinarie interpretazioni, quelle dei protagonisti Deborah Ayorinde e Ashley Thomas. Tutto il cast fa un grande lavoro, ma nei loro sguardi, nei loro corpi, nei pianti e nelle grida è racchiusa tutta l’atrocità che scaturisce da una storia di questo genere.
Conclusioni
L’unico difetto di una serie come Them è una proliferazione di microstorie che alla fine non vengono sviluppate a dovere. Ed è un peccato, perché ognuna di esse è funzionale alla vicenda e avrebbe meritato un peso maggiore. Nel lasso di dieci puntate sarebbe probabilmente stato impossibile approfondirle tutte, rendendo così necessaria la scelta di sacrificarne qualcuna per raggiungere maggiore coesione nell’insieme. Si tratta comunque di una pecca che non indebolisce quella forza furibonda con la quale veniamo colpiti alla visione di una puntata dietro l’altra.
Sarebbe sbagliato definire Them solamente come una serie horror. Il suo pregio è soprattutto quello di utilizzare abilmente il genere orrorifico per delineare l’identità e la condizione sociale di un popolo. L’orrore non è nei mostri, quelli sono solo una conseguenza. L’orrore è dentro di noi, e intorno a noi.
Se queste sono le premesse, non possiamo che attendere con ansia le prossime stagioni. Continuate a seguirci su questa pagina per non perdervi le nostre recensioni di film e serie TV!
Punti a favore
- Orrore puro
- Interpretazioni straordinarie
- Critica sociale
- Tutto il comparto tecnico
Punti a sfavore
- Alcune sottotrame non sviluppate a dovere
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