Recensione Joker: una discesa nella follia

Il folle clown di Todd Philips e Joaquin Phoenix arriva nelle sale cinematografiche con un altissimo carico di aspettative, sarà riuscito a mantenerle tutte? Eccovi la nostra recensione di Joker

TITOLO ORIGINALE: Joker. GENERE: drammatico, azione. NAZIONE: Stati Uniti. REGIA: Todd Phillips. CAST: Joaquin Phoenix (Arthur Fleck/Joker), Robert De Niro (Murray Franklin), Zazie Beetz (Sophie Dumond), Frances Conroy (Penny Fleck), Marc Maron (Ted Marco), Brett Cullen (Thomas Wayne), Bill Camp (Detective Garrity), Shea Whigham (Detective Burke), Glenn Fleshler (Randall). DURATA: 122 minuti. DISTRIBUTORE:  Warner Bros Italia. USCITA: 03/10/2019.

Joker è da sempre uno dei personaggi più idolatrati dell’universo DC Comics. L’antagonista per eccellenza di Batman si è, nel tempo, ritagliato uno spazio tutto suo nei cuori dei fan dei fumetti prima e del cinema dopo. Attori iconici ed interpretazioni entrate nell’olimpo del cinema hanno di certo alimentato il fascino del personaggio (qui un nostro speciale dedicato). Ecco perché, quando è arrivata la notizia che sarebbe stato dedicato un intero film alla figura del clown pazzo e che questo sarebbe stato interpretato da Joaquin Phoenix, le aspettative sono immediatamente schizzate alle stelle. Eccoci qui a riportarvi la nostra opinione e a dirvi se tutte le aspettative sono state mantenute nella recensione di Joker.

La genesi del Clown

A livello temporale siamo di fronte ad un prequel, nel senso che la storia narrata si pone come una sorta di genesi di quello che diventerà il Joker che conosciamo. Arthur Fleck è un uomo solo, con seri problemi mentali, che si occupa della madre non più autosufficiente e con un lavoro degradante, in attesa di sfondare come comico. La sua vita non è mai stata felice e i suoi pensieri sono solo negativi, come egli stesso afferma. Quando il servizio di assistenza sociale, che lo segue e gli fornisce i farmaci, viene chiuso per mancanza di fondi e lui perde anche il lavoro, inizia una discesa sempre più rapida e rovinosa verso la follia. Il punto di arrivo finale lo conosciamo già, il percorso ce lo presenta il film.

Follia e ballo nel trailer | Recensione Joker

Una deformità mentale che diviene quasi fisica | Recensione Joker

Senza girarci molto attorno, il film si regge su un’interpretazione attoriale magistrale di Joaquin Phoenix. L’attore, Arthur Fleck e Joker diventano una cosa sola. Il personaggio messo in scena da Phoenix diviene sempre più la personificazione stessa della follia: Joker non è un pazzo ma la pazzia incarnata. La parabola discendente dell’uomo Arthur Fleck, colpo subito dopo colpo subito, diviene così ripida da essere inarrestabile. Il suo destino è ormai segnato e a lui stesso, che inizialmente tentava di contrastarlo, alla fine non resta altro da fare se non assecondarlo col sorriso sulle labbra.

La deformità mentale del Joker viene resa a schermo in maniera quasi concreta e tangibile da una sorta di “deformità fisica” di Joaquin Phoenix, incredibilmente magro e disarticolato. Il trasformismo dell’attore è asservito completamente alla causa e la resa finale è assolutamente convincente. Le risa compulsive, il ballo, il trucco, tutto trasmette cristallinamente l’idea di instabilità mentale del personaggio.

Una società degradata e degradante| Recensione Joker

Ma la follia del Joker non è un qualcosa che riguarda solo la persona ed il suo privato, pur avendo profonde radici in quello. La sua perdita di sanità mentale e anche frutto della società e della città in cui Arthur Fleck vive. Joker diviene quindi anche una pesante critica sociale.

Nel film vediamo un individuo debole, instabile e provato da pensanti problemi personali, essere completamente abbandonato dalla società. Arthur è costretto ad un lavoro spesso umiliante, vive in un edificio fatiscente ed i servizi sociali da cui dipende per le medicine vengono banalmente chiusi per mancanza di fondi.

Gotham appare come una città degradata e degradante, sporca (lo sciopero dei rifiuti è metafora di marciume morale più che materiale), corrotta e labirintica. I pochi benestanti sono rappresentati come individui arroganti e corrotti nell’animo. Persino Thomas Wayne, padre del futuro Batman e personaggio di spicco della città, non appare come la persona retta che siamo abituati a vedere ma come uno strafottente classista. I soli a dimostrare compassione e buoni sentimenti sono gli altri esclusi.

Insomma, se i semi della pazzia erano già ben piantati nella mente del Joker, la città di Gotham e la sua società rappresentano il terreno fertile che li ha fatti germogliare.

Un film molto buono, ma non un capolavoro

Giunti quasi alla fine di questa recensione di Joker, possiamo dire di essere in presenza di un capolavoro? La risposta è no. Pur essendo un film pregevole, con un protagonista in gran spolvero ed un personaggio carismatico, Joker non raggiunge l’olimpo. Qualcosa nel film di Todd Phillips manca e questo qualcosa è forse il coinvolgimento. Lo spettatore rimane in un certo senso estraneo alle vicende, non viene catturato o magnetizzato dalla storia. In un certo senso il dipanarsi degli eventi è scontato, l’andamento delle scene è prevedibile, non si ha mai la sensazione di non sapere cosa accadrà e quindi non si ha mai tensione.

Il film soffre poi di una certa ridondanza, alcuni temi e situazioni sono riproposti con troppa insistenza. Nota di merito va invece alla colonna sonora, azzeccata e adeguata.

In conclusione non posso non consigliare Joker, ma non posso neanche idolatrarlo senza riserve.

E voi cosa ne pensate della nostra recensione di Joker? Siete d’accordo? Fatecelo sapere nei commenti e seguite la nostra sezione dedicata ai Film e Serie TV per essere sempre aggiornati.

7.8
Andate a vederlo col sorriso

Punti a favore

  • Joaquin Phoenix
  • Gotham
  • La musica

Punti a sfavore

  • In parte ridondante
  • Non coinvolge fino in fondo

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Fabio Pompei

Biotecnologo di giorno. Sportivo dilettante nel tempo libero. Appassionato di tecnologia, gaming e cinema da sempre.