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Il progetto HBO racconta magistralmente i fatti avvenuti in uno dei disastri più grandi della storia dell’umanità, attraverso una produzione estremamente vicina alla realtà. Leggiamo insieme la recensione della serie Chernobyl
TITOLO ORIGINALE: Chernobyl. GENERE: drammatico, documentario. NAZIONE: Stati Uniti d’America, Regno Unito. IDEATORE: Craig Mazin. REGIA: Johan Renck CAST: Jared Harris, Stellan Skarsgard, Emily Watson, Paul Ritter, Jessie Buckley, Adam Nagaitis, Con O’Neill, Adrian Rawlins . DURATA: 5 episodi da circa 60 min. DISTRIBUTORE: HBO (Stati Uniti d’America), Sky Atlantic (Italia). USCITA: dal 6 Maggio 2019 al 3 Giugno 2019 (Stati Uniti d’America), dal 10 Giugno 2019 al 8 Luglio 2019 (Italia).
Il 26 Aprile 1986 in Unione Sovietica alle ore 01:23 circa succede ciò che era ritenuto impossibile, esplode il reattore 4 della centrale nucleare Vladimir I. Lenin. Una nuvola di materiale radioattivo fuoriesce dalla centrale nucleare e ricade nelle vicinanze. Oltre 300.000 persone vengono evacuate a causa di una forte presenza di radiazioni, intorno alla centrale fauna e flora sono irrecuperabilmente contaminate, la vicina città di Pripjat diventerà una città fantasma. Mosca, 27 Aprile 1988, Valerij Alekseevič Legasov registra su una cassetta audio nella quale rivela molti particolari nascosti legati al noto disastro di Chernobyl, poi si impicca. Lui è l’uomo che indagò sulle cause del disastro e del successivo piano di mitigazione dell’area contaminata, seppur fortemente compromessa. La mini serie targata HBO parte da qui, da una data in particolare, il 26 Aprile.
Una serie cruda e reale – Recensione Chernobyl
Uno dei punti più interessanti della serie è la fedeltà dei fatti avvenuti nel disastro di Chernobyl. La serie televisiva ripercorre tutte le tappe più importanti che hanno portato alla tragedia nucleare, la più grande di sempre insieme al più recente disastro di Fukushima. Quindi si parte dai minuti antecedenti al disastro,e a tutte le scelte intraprese dagli operatori della centrale, per poi sviluppare, una volta avvenuto l’impensabile, tutte le azioni volte alla successive operazioni per mettere in sicurezza la centrale, sebbene le varie decisioni denotano sin da subito la negligenza degli operatori. In questo contesto facciamo subito la conoscenza di Anatolij Djatlov, interpretato da Paul Ritter, che, nel tentativo di comprendere ciò che era avvenuto, inizia a coordinare i vari operatori in maniera assolutamente mediocre, portando i suoi collaboratori ad un destino crudele.
I protagonisti della mini serie – Recensione Chernobyl
Uno dei punti focali della mini serie è la costruzione e l’interpretazione dei personaggi. Tutti gli attori interpretano personaggi realmente esistiti e gli sviluppi delle loro storie risulta subito estremamente fedeli alla realtà. L’unica eccezione risulta essere il personaggio di Ulana Khomyuk, interpretata da Emily Watson, la cui figura è necessaria per far proseguire la trama. Pur non essendo un personaggio realmente esistito, la figura di Ulana Khomyuk rappresenta tutte quelle donne e tutti quegli scienziati che hanno affiancato Legasov. La trama viene sviluppata sostanzialmente dai personaggi di Legasov e Boris Shcherbina, interpretati da Jared Harris e Stellan Skarsgård, insieme alla già citata Khomyuk. Legasov e Shcherbina si occuperanno delle strategie per domare l’incendio, inoltre saranno i primi a comprendere la gravità della situazione. Inoltre saranno il filo conduttore tra gli avvenimenti della centrale nucleare di Chernobyl e la classe politica dell’ex Unione Sovietica.

Shcherbina e Legasov sono interpretati da Stellan Skarsgard e Jared Harris nella serie Chernobyl
Gli altri protagonisti 1 – Recensione Chernobyl
Di grande importanza risultano essere anche le storie dedicate ai personaggi che hanno vissuto il drammatico evento. Non si rimarrà impassibili difronte alle storie dei pompieri chiamati per spegnere quello che doveva essere un semplice incendio.
Molto toccante le storie della coppia Lyudmilla Ignatenko e Vasily Ignatenko, con quest’ultimo che, partecipando allo spegnimento dell’incendio del reattore, sarà vittima delle radiazioni e infine seppellito nel cemento. Lyufmilla Ignatenko oltre a perdere il marito, perderà anche il bambino che portava in grembo, a cause della sua vicinanza al marito durante la permanenza in ospedale. Purtroppo anche questa è una storia reale.
Gli altri protagonisti 2 – Recensione Chernobyl
Oltre ai pompieri molto eroica la storia dei minatori capeggiati da Glukhov (interpretato da Alex Ferns), che insieme a 400 collaboratori ha il compito di scavare un tunnel sotto la centrale nucleare di Chernobyl per non permettere al nocciolo fuso del reattore di inquinare la falda acquifera sotto l’impianto nucleare, che avrebbe inquinato uno dei fiumi più importanti dell’ex Unione Sovietica. Il loro duro lavoro viene premiato con la realizzazione del tunnel che verrà poi riempito con tonnellate di boro. Almeno in questo caso lo spettatore riuscirà a fare qualche sorriso, complice la “testa dura” di Glukhov, che risolverà le problematiche dei ragazzi attraverso soluzioni non proprio convenzionali. Alcuni esempi eclatanti sono la scelta di non usare le mascherine di protezione, perché a suo dire, se fossero state utili, le avrebbero addosso anche Legasov e Shcherbina, oppure la scelta di affrontare le alte temperature facendo lavorare i suoi compagni completamente nudi.
Gli altri personaggi 3 – Recensione Chernobyl
Di notevole importanza anche le storie di Anatolij Djatlov, Viktor Bryukhanov e Nikolai Fomin, interpretati rispettivamente da Paul Ritter, Con O’Neill e Adrian Rawlins. I loro ruoli sono rispettivamente assistente capo ingegnere della centrale elettrica nucleare di Chernobyl, direttore della centrale elettrica nucleare di Chernobyl e capo ingegnere della centrale elettrica nucleare di Chernobyl. I tre interpreti sono il motore della disgrazia della centrale nucleare, con l’aggravante di avere un atteggiamento omertoso nei confronti della popolazione locale. In questo contesto spiccano i valori politici dei personaggi, la cui fede politica influenza notevolmente le scelte. Per loro, i reattori RBMK sono un gioiello della potenza Russa e non possono esplodere per un difetto di fabbricazione.
Un piccolo dubbio – Recensione Chernobyl
Una piccola perplessità che riguarda la mini serie Chernobyl è sicuramente la scelta della lingua inglese. Tale scelta non permette di inserire lo spettatore di immergersi nel contesto sovietico, che rimane decisamente “british“. Ovviamente comprendiamo questa scelta, proprio per rendere accessibile la mini serie ad un ampio pubblico.
Un altro punto che lascia con qualche perplessità è aver inserito nella mini serie alcune scene in cui si parla russo, come per esempio l’annuncio dell’evacuazione di Pripjat, sfortunatamente senza inserire dei sottotitoli. Da apprezzare invece gli audio originali delle chiamate effettuate nella notte del 26 Aprile 1986 ai vigili del fuoco. Se qualcuno ha intenzione di visionare la traduzione dell’annuncio dell’evacuazione di Pripjat la può trovare sulla pagina Wikipedia dedicata al disastro di Chernobyl.
Realtà vs. serie – Recensione Chernobyl
Quello che lascia davvero a bocca aperta è la riproduzione di alcuni filmati del’epoca. Nel dettaglio il riferimento è rivolto alle scene della caduta dell’elicottero, quelle del tunnel sotto la centrale nucleare, le scene della centrale in fiamme riprese dall’elicottero, le scene sul tetto in cui alcuni operatori sono incaricati di gettare la grafite nel buco sul tetto. Le scene citate sono ampiamente ispirate dai video originali e sembrano quasi sovrapponibili. Sicuramente l’influenza dei pochi video è reale e necessaria, e permettono allo spettatore di immedesimarsi meglio nella drammatica trama. Inoltre questa scelta implementa la sensazione di vedere sempre di più un documentario del disastro della centrale nucleare di Chernobyl e non una serie tv. Una compilation di questi pochi e rari video è presente sul sito di youtube ed è possibile la visione attraverso il link lasciato di seguito qui.
Il commento dello showrunner – Recensione Chernobyl
Lo showrunner Craig Mazin ha rilasciato parecchie interviste sulle modalità con cui ha sviluppato la mini serie. Un suo commento in particolare, permette di comprendere perchè sono presenti alcuni salti temporali, in particolare nei primi minuti della prima puntata.
Ecco quello che ha detto: “Ho solo deciso di fare tutto all’indietro perché sono un tipo arretrato. La cosa normale sarebbe stata iniziare la serie con un giorno in cui si mostrano le persone, i loro incontri, il loro arrivo al lavoro, le loro risate. E poi mostrare l’inizio di un test, qualcosa che va male e finire tutto con l’esplosione. E quello sarebbe stato l’episodio uno. Ma ho pensato che non m’interesserebbe nulla delle persone che mostro senza che vi sia un contesto nel quale inserire. E il contesto è l’esplosione“.
La replica della Russia – Recensione Chernobyl
La mini serie televisiva Chernobyl ha fatto letteralmente infuriare la Russia che ha deciso di rispondere alla serie tv americana con la propria serie dedicata al disastro nucleare della centrale di Chernobyl. La serie russa vedrà come regista Alexey Muradov che, in un intervista, ha sottolineato come la serie tv Russa racconterà fedelmente ciò che è realmente avvenuto. Inoltre la serie tv Russa inserirà nella trama la figura di una spia della CIA presente nel luogo del disastro proprio durante l’esplosione del reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl. La presenza dell’agente della CIA a Pripjat è volta all’ottenimento di informazioni sulla centrale nucleare e sul disastro. Infine la trama si svilupperà attraverso l’inserimento di un agente del controspionaggio Russo. L’obiettivo della serie tv Russa si pone come obiettivo quello di raccontare gli avvenimenti del disastro in maniera estremamente fedele, ma dalle poche informazioni sopracitate non sembra che tale fine verrà perseguito.
Il giudizio finale
La mini serie risulta essere un assoluto capolavoro, probabilmente la migliore serie del 2019. Non risulta mai noiosa ne banale, ogni minuto della serie risulta essere essenziale per la comprensione dei fatti avvenuti. La visione risulta essere leggermente pesante a causa dei dialoghi tecnici, ma il livello emozionale dello spettatore è davvero alto. Le dinamiche politiche risultano essere convincenti e neutrali e l’intenzione, anche in questo caso, è quello di fornire un prodotto fedele alla storia. Anche la divisione delle 5 puntate è azzeccata. Gli interpreti sono ampiamente convincenti, complici le grandi prestazioni di Jared Harris, Emma Watson e Stellan Skarsgård. L’unico punto a sfavore rimane l’utilizzo della lingua inglese (necessaria per permettere una visione ad un pubblico ampio) e la mancata presenza di sottotitoli nelle scene in cui si parla Russo. La mini serie Chernobyl debutterà in Italia il 10 Giugno 2019 su Sky Atlantic.
Siete ansiosi di vedere questa serie tanto acclamata da pubblico e critica? Cosa ne pensate della mini serie prodotta da HBO? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguirci nella sezione film e serie tv di TuttoteK per restare sempre aggiornati sulle ultime novità!
Punti a favore
- Trama fedele alla realtà
- Grande interpretazione degli attori
Punti a sfavore
- L'utilizzo della lingua inglese risulta inappropriata
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