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Siamo nel 2049, 30 anni dopo gli avvenimenti del primo film, la Tyrell corporation è fallita e la Wallace l’ha rilevata, ha salvato il mondo dalla carestia con delle colture sintetiche e ha rivitalizzato il mercato dei replicanti perfezionando dei modelli obbedienti e con vita indefinita. L’agente K, Ryan Gosling, è un Blade Runner della polizia di Los Angeles sulle tracce di un vecchio “lavoro in pelle” (nome dispregiativo per i replicanti) ribelle. Nel corso delle indagini porta alla luce una verità nascosta in grado di sconvolgere l’intero ordine mondiale.
Blade Runner 2049 – Trailer
Partendo da questo incipit, il film riporta con forza i temi già propri dell’opera originale. La lotta per la vita e la sopravvivenza; la distinzione sempre più labile tra ciò che è reale e ciò che non lo è, vedi la “ragazza” di K, virtuale ma per lui indispensabilmente vera. Proprio lei, interpretata da Ana de Armas, sarà infatti protagonista di una delle scene più evocative di tutto il film. In un mondo asettico e virtualizzato, pervaso dai social e da rapporti sempre più virtuali, il film risulta assolutamente attuale.
A servizio del film ci sono scenografie meravigliose, sicuramente aiutate da un enorme lavoro di post-produzione. La fotografia ne approfitta e ne beneficia regalandoci altissime vette. Anche il sonoro è rispettoso e fedele al primo Blade Runner e le lunghissime note generano momenti di grande pathos.
Siamo quindi di fronte ad un capolavoro? Purtroppo no. Blade Runner 2049 non ha più la forza dirompente che ebbe il primo di Scott, non è più così originale e pesca chiaramente da altri film di genere. A stonare su tutto sono senza dubbio alcune lungaggini inutili: il film dura ben 152 minuti e, tagliando e asciugando, si sarebbe potuto ottenere un film più efficace. Il risultato non è quindi un film per tutti, ma, in fondo, è giusto così.
In conclusione, Blade Runner 2049 è un’opera potente, visivamente impressionante, attualissima nei temi e giustamente rispettosa del materiale originale. Non è però un film perfetto: soffre di alcune lungaggini di troppo e non ha più l’impatto del capostipite, che creò istantaneamente un classico.
Voi l’avete visto? Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti.
Punti a favore
- Fotografia
- Scenografia
- Fedeltà all'opera originale
Punti a sfavore
- Alcune lungaggini possono annoiare
- Non per tutti
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achille
24 Ottobre 2017 alle 23:11Sintesi perfetta. Concordo su tutto e anche sul voto. Mi capita raramente.
tiengo
27 Ottobre 2017 alle 1:43Nel complesso film troppo lento e triste e Goslin recita perfettamente da lesso senza espressione quale lui e’ ; il film non regge il confronto con altri fantasy di oggi , potrebbe tranquillamente collocarsi nelle produzioni anni novanta .
Alessandro
27 Ottobre 2017 alle 15:37Il miglior sequel possibile di un film che non concede spazio a repliche. Credo che Villeneuve ami BR e la delicatezza delle citazioni che ne fa non lascia spazi a dubbi. Visivamente magniloquente, filosoficamente moderno, poeticamente mancante….ma con sentimento. È piacevole perfino l’assenza espressiva di Gosling che, misto tra Terminator e Deckard, riesce quasi a suscitare pietà nello spettatore.